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Scelta della materia prima, preparazione accurata, tovaglietta di Fiandra di puro lino, piatto di ceramica e posate di design… Tutto quel che serve – e forse un briciolo in più – per predisporre un ottimo pasto. Eppure, cosa direste se il tutto poggiasse su un vassoio lercio e incrostato di avanzi? Forse i più non lo sanno né si pongono il problema, ma spesso a un vassoio del genere diciamo di sì, incondizionatamente… Come consumatori consapevoli e responsabili, infatti, siamo ormai abituati a farci molte domande sul nostro cibo: da dove viene?, chi lo ha prodotto?, in che modo?, quanti chilometri ha percorso prima di arrivare nel piatto?, com’è confezionato? Ma c’è un ulteriore elemento che tende a sfuggire, un anello invisibile nella catena di fornitura, un imballaggio terziario che incide sul costo dei prodotti che consumiamo e pesa fortemente sulla nozione di sostenibilità di ciò che mangiamo, o meglio la sorregge… Tutte pallet? Esattamente!
leggi tutto l'articolo di Silvia Ceriani per SlowFood
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